Oggi parleremo di Iperico.

La “Depressione lieve” è un disturbo dell’affettività che si manifesta con un calo del tono dell’umore che perdura nel tempo, accompagnato da disinteresse, sfiducia, senso di inadeguatezza e astenia.

Le cause possono essere attribuite a eventi dolorosi, predisposizioni familiari, variazioni ormonali o semplicemente al temperamento personale.

La natura mette a disposizione diversi rimedi utili (leggi anche l’articolo riguardo i “Fiori di Bach”) ad affrontare questa condizione: Iperico, Griffonia, Eleuterococco.

L’Iperico (Hypericum perforatum L.) è una pianta erbacea che cresce spontanea in Europa e in America, ma che viene anche ampiamente coltivata.

La parte della pianta che viene utilizzata in fitoterapia è costituita dalle sommità fiorite.

Le foglie hanno delle aree traslucide e in tutta la pianta, in particolare sui fiori, è presente una punteggiatura scura ricca di ipericina.

È proprio l’ipericina il principio attivo che viene utilizzato nella maggior parte degli studi clinici controllati, sebbene risulti ad oggi ampiamente superata e si consideri l’iperforina come più importante principio attivo.

Numerosi, inoltre, sono i principi attivi che lavorano in sinergia: flavonoidi, tannini ed olii essenziali.

Ricordo sempre che negli estratti vegetali l’importante è il “fitocomplesso”, cioè l’insieme dei principi attivi!!!

L’Iperico è chiamato anche “erba di San Giovanni”, poiché, nella tradizione popolare, il tempo balsamico (il momento migliore per effettuare la raccolta della pianta) è sempre stato considerato la notte tra il 23 e 24 giugno, il giorno della festa di San Giovanni!

L’azione svolta dal “fitocomplesso”, lungamente studiata, si esplica prevalentemente  attraverso due vie:

  • inibizione della ricaptazione dei principali neurotrasmettitori: serotonina, noradrenalina, dopamina, GABA (Gamma Amminobutyric Acid).

Ciò comporta, ovviamente, che dopo il rilascio, la permanenza dei neurotrasmettitori nello spazio sinaptico determini una maggiore stimolazione.

  • Riduzione della degradazione dei neurotrasmettitori che si attua attraverso l’inibizione degli enzimi specifici.

Per decidere se assumere l’Iperico, è importante segnalare alcune interazioni farmacologiche con anticoagulanti orali, immunosoppressori, antiretrovirali (per infezioni da HIV), citostatici, digossina, contraccettivi orali.

La maggior parte delle interazioni è dovuta all’azione di induttore enzimatico dell’Iperico che determina un più veloce metabolismo dei farmaci riducendone la concentrazione plasmatica e di conseguenza l’attività.

Relativamente all’azione fotosensibilizzante di cui tanto si parla, in verità è stata riscontrata solo in allevamenti di bovini da pascolo, con pelle chiara, che avevano ingerito importanti quantità di pianta fresca.

In tutta la letteratura scientifica sono riportati solo due casi ,ma la somministrazione di iperico era così bassa da non poter effettuare una relazione causale.

La dose terapeutica consigliata va da 300mg a 1000mg al giorno per un trattamento di 4-6 settimane.

L’Iperico può rappresentare la soluzione al nostro malessere anche in considerazione dei trascurabili effetti collaterali e di un’efficacia paragonabile ai tradizionali antidepressivi.

Share This